giovedì, 27 marzo 2008
Ma che ridere... ohi che ridere...

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?
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domenica, 30 dicembre 2007
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categoria:facezie
domenica, 23 dicembre 2007

Allora... sono satanista?  Io non credo. Ognuno giudichi secondo coscienza il risultato di questo "simpatico" test (mutuato da LibertyFirst), secondo cui sarebbero sufficienti cinque riscontri per l'incriminazione.

1) Si veste spesso di nero

Il mio colore preferito, in realtà è il blu. Ma che faccio, indosso giacche solo ed esclusivamente di tale colore? Dovrei optare per l'immacolato bianco, forse? Suvvia.... con la panza che mi ritrovo?!

2) Indossa t-shirt di band o riferite al rock

No di certo... sono una persona adulta. Solo da ragazzo avevo alcune magliette di Iron Maiden e Pantera. Direi però che si trattava di NWOBHM e thrash metal e non di “rock”.

3) Mette troppo rossetto, smalto o make up di colore nero

Né troppo, né poco. Per me niente equivoci, grazie!

4) Indossa strani gioielli con strani simboli, come croci rovesciate, pentagrammi, pentacoli o altri simboli di Satana

No, mi spiace. Non sono io a guidare il furgone dell'A-Team.

5) Manifesta interesse verso tatuaggi o piercing

No, sono davvero mortificato. Ancora una volta avete sbagliato persona. Il cantante Philip Anselmo lo troverete in qualche bettola del remoto Sud.

6) Ascolta musica goth, o altro tipo di musica antisociale (Marylin Manson in testa)

Antisociale? Ma porca miseria.... Qualcuno ha idea di quanti milioni di persone – di (quasi) tutte le età e posizioni sociali – condividano la passione per James Hetfield e soci? Non possiamo mica essere stati in tredici ad acquistare decine e decine di milioni di dischi!

7) Fa amicizia con altra gente che si veste, si atteggia o parla in modo eccentrico

Questa è una domanda gradita, perché mi dà la possibilità di ribadire la mia più totale mancanza di amicizie tra le forze dell'ordine, gli avvocati, i politici e il clero.

8 ) Si mostra disinteressato ad attività costruttive

Costruttivo è un concetto abbastanza relativo, in quanto comunemente carico di forti tinte valutative in merito a ciò che si costruisce. In ogni caso, mi sto laureando in giurisprudenza e – anche in questo ambito – sono assolutamente anticostruttivista. Viva Savigny!

9) Sembra molto interessato alla morte, ai vampiri, alla magia e all’occulto

Non lo so. Se devo parlare con onestà, vi sono giorni in cui vorrei che la morte si interessasse a me. Ma affermare il contrario è davvero inconcepibile. Della prima non sono neppure sicuro che sia femmina; dei secondi mi ribrezzo la visione degli orribili papillon che sono soliti agghindargli il collo; circa la terza e la quarta, infine, ribadisco la mia contrarietà al parlamentarismo democratico.

10) Si droga

Più che «sì droga», sono per il «no proibizionismo».

11) Beve alcolici

Solo birra, scura e corposa. Niente cocktail da discotecaro, grazie.

12) Ha istinti suicidi o è depresso

Sì, ma niente di preoccupante: solo a giorni alterni.

13) Ha atteggiamenti autolesionistici

L'ho avuto un maledetto giorno di cinque anni fa in uno squallido ufficio burocratico universitario. E ne piango ancora le conseguenze.

14) Si lamenta di annoiarsi

No, dai, finora non è stato così male... ho scritto in religioso silenzio.

15) Dorme troppo, o troppo poco

Dormo quanto mi pare. Capisco che il soggettivismo dei valori sia cosa dura da mandar giù...

16) Sta troppo sveglio durante la notte

Ancora con questo «troppo»... Sì, sto sveglio. E allora?!

17) Odia il sole o ogni altro tipo di luce

Direi che sono discretamente attratto da quelle rosse...

18) Chiede troppa privacy

Ora, in effetti, inizio ad annoiarmi per davvero...

19) Passa molto tempo in solitudine

Come tutti gli studenti fuoricorso ma coscienziosi, io credo. No eh... dico... Perdonatemi per non avere avuto la grazia di essere un gemello siamese!

20) Chiede tempo per stare da solo e in silenzio (potrebbe parlare con gli spiriti malefici, attraverso la meditazione)

Sembrerebbe di capire che se “parlassi” con divinità benefiche tale comportamento non sarebbe da inquadrare come patologico. Cosa su cui mi permetto, molto umilmente, di dissentire...

21) Insiste per poter passare del tempo da solo con i suoi amici, senza l’accompagnamento di un adulto

Mah... in realtà il problema non si pone. Ma, nella remotissima ipotesi che mia madre chiedesse di unirsi ad una serata alcolica tra amici, qualcosa mi dice che non riuscirei a dire di no. Sadico!

22) Non porta rispetto alle autorità, insegnanti, preti, anziani, ma anche altri

Dato che viviamo in un mondo di positivismo e socialismo, il fatto di centellinare il titolo onorifico di “autorità” mi pare il minimo.

23) Si comporta male a scuola

Eh sì, malissimo. Sarà cinque anni che neppure ci vado!

24) Si comporta male a casa

È proprio un discolo... non c'è niente da fare!

25) Mangia troppo o troppo poco

La mie abitudini alimentari sono scientificamente calibrate sulla base di quelle africane; non vorrei che orde di affamati venissero a rovistare il mio frigo.

26) Mangia cibi gotici

De gustibus... Per ora non vado oltre quelli barbari.

27) Beve sangue o manifesta interesse nel berlo

Non sono i cattolici che mostrano interesse nel placare la loro sete di fede con il sangue di Cristo?

28) Guarda la televisione via cavo o altri programmi corrotti

No, guardo la televisione via nervo oculare. Decisamente qualcosa di più di un volgare “cavo”.

29) Gioca a videogames che contengono violenza oppure videogiochi di ruolo

Quake III Arena all night long!

30) Usa troppo internet, e passa molto tempo sul pc

Mi sono davvero rotto le scatole di dover ribadire che quello di “troppo” è un concetto relativo. Uso Internet almeno un'ora al giorno. E allora? Quanto al pc, dal momento che possiedo un notebook, nel dubbio circa il mio sovrappeso, preferisco trascorrere la fatidica ora difronte anziché appollaiato sopra.

31) Fa simboli satanici, o muove la testa aventi e indietro quando ascolta la musica

Simboli satanici? Tipo questi?
(http://www.youtube.com/watch?v=TV7x3qfegAE)

32) Balla in modo sensuale e provocatorio

Magari fossi io, quello!

33) È omosessuale o bisessuale

Chi, il tuo confessore?

34) Si interessa di religioni pericolose

In effetti mi è capitato in diverse occasioni di solidarizzare con la Chiesa di Roma...

35) Indossa spille o adesivi con su scritto “sono goth” o “sono così gothic”

No. Non sapevo neppure si potessero «indossare», gli adesivi!

36) Si definisce goth

Al più mi definirei «roth», slang per designare le mie posizioni prevalentemente “rothbardiane”.

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sabato, 04 agosto 2007
«Chi controlla il passato, controlla il futuro: chi controlla il presente, controlla il passato».

«La guerra è, essenzialmente, un modo di fare a pezzi, di dissolvere nella stratosfera, ovvero di sprofondare negli abissi del mare, quei materiali che altrimenti si sarebbero potuti usare per render più comoda la vita delle masse, e quindi, a lungo andare, renderle anche più intelligenti. Quando le armi per la guerra non vengono propriamente distrutte le une dalle altre, la produzione delle stesse costituisce anch'essa un modo assai conveniente di spendere l'energia senza produrre nulla che possa essere consumato...».
«...E nello stesso tempo la consapevolezza d'essere in stato di guerra, e quindi del continuo pericolo che da essa deriva, fa apparire del tutto naturale quel rimettere il potere in mano a una casta minore, e come una inevitabile condizione per sopravvivere».

«Più è profonda la comprensione di un dato soggetto, e più profonda è anche la delusione che ne segue: più si è intelligenti, meno si è sani di mente».

George Orwell, 1984

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categoria:politica, facezie
mercoledì, 04 luglio 2007

Il 4 luglio 1826 moriva a Monticello, Virginia, l’ottantatreenne Thomas Jefferson. Padre fondatore e terzo presidente degli Stati Uniti, Jefferson è l’autore, ancor oggi universalmente conosciuto e apprezzato, della Dichiarazione d’indipendenza. Portatore di una visione radicale e insieme sofisticata, dotato di straordinaria eloquenza, Jefferson – da attento lettore di John Locke – è catturato fin da giovane dalla coerenza del giusnaturalismo moderno. Presto ne diventa il più fiero paladino nell’America dell’epoca battendosi con ammirabile zelo per un governo severamente limitato. La grande novità di Jefferson – che lo distingue dalla stragrande maggioranza dei politici di allora come di oggi – è un’idea di individualismo talmente originale da segnare una cesura totale con quella della Roma e della Grecia antica. Ciò che è realmente virtuoso non è un prestigioso cursus honorum (di cui pure il virginiano non difettava), ma l’onestà con cui l’individuo offre il suo contributo alla società nell’ambito della vita civile. Perennemente ottimista, Jefferson si laurea giovanissimo, divenendo uno dei maggiori conoscitori del sistema giuridico coloniale e britannico. Poliglotta, fu anche gran conoscitore di storia antica nonché appassionato di matematica e architettura. Dopo essere stato giudice di pace poi rappresentante dell’assemblea virginiana, nel marzo 1775 Jefferson è eletto membro del secondo Congresso continentale di Filadelfia. Poco dopo scrive, a due mani con John Dickinson, l’incendiario pamphlet Dichiarazione della cause e delle necessità d’impugnare le armi. L’anno successivo, la stesura della Dichiarazione d’indipendenza gli vale l’appellativo di «Penna della Rivoluzione». «Riteniamo queste verità evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali, che sono dotati dal loro creatore di certi diritti inalienabili fra i quali la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità. Che per assicurare questi diritti sono costituiti governi che derivano il loro consenso dalla volontà dei governati. Che, ogniqualvolta una forma di governo diventi usurpatrice di tali diritti, è diritto del popolo cambiarla o abolirla e istituire un nuovo governo, fondandolo su tali principi e organizzando i suoi poteri nella maniera in cui sembra più probabile il raggiungimento della sicurezza e della felicità». Sulle orme della Gloriosa rivoluzione inglese, la grande forza del documento – redatto in soli diciassette giorni – fu quella di riuscire a dare una persuasiva giustificazione filosofica alla Rivoluzione senza attaccare il parlamento o il popolo inglese, ma il solo tiranno Giorgio III. Così le Colonie impugnarono le armi e Indipendenza fu. Anche a Rivoluzione conclusa, Jefferson rimane fermo sostenitore del diritto alla ribellione contro qualsiasi comportamento dello stato che leda i diritti naturali di vita, libertà e proprietà. «Sotto la legge di natura – insisterà – tutti gli uomini nascono liberi; ognuno viene al mondo con il diritto sulla propria persona e alla libertà di usarla secondo la propria volontà». Primo Segretario generale del governo federale sotto la presidenza Washington, nel 1800, mosso dall’orrore per le idee di Alexander Hamilton (federalista fanatico e antiliberale), Jefferson ottiene la Presidenza degli Stati Uniti. Negli anni seguenti, si distinguerà per un cospicuo taglio di spese governative e relative tasse, il ripianamento di un terzo del debito pubblico e la politica estera coerentemente isolazionista. Continuerà ad essere strenuo sostenitore dei “diritti degli stati” e delle istanze dei piantatori del Sud conservatore e dei pionieri del selvaggio Ovest. Nel 1809 termina il suo secondo mandato promanando una legge che proibisce l’importazione di schiavi nel Paese. Disgustato dall’aver vissuto personalmente lo scivolamento delle istituzioni federali su posizioni lesive dei diritti per cui solo pochi anni prima aveva combattuto l’intera generazione da lui guidata, Jefferson si ritira nella sua tenuta di Monticello, dove non cessa di accogliere ogni tipo di amico della libertà che si reca da lui per un prezioso consiglio o un incoraggiamento fraterno. Fuori dai giochi di potere, circondato da figli e nipoti, Jefferson non viene meno all’impegno di sempre in favore dello «stato minimo». Insiste sull’impossibilità della libertà senza le garanzie per proprietà privata e libero commercio e condanna severamente i prodromi dello stato sociale. «Prendere da chi, grazie alla laboriosità sua e dei suoi padri ha acquisito molto, per dividerlo con chi, assieme ai suoi padri, non ha esercitato uguale dedizione, significa violare arbitrariamente il principio della libertà d’associazione: la garanzia per chiunque di decidere in libertà del proprio lavoro e dei frutti con esso acquisiti». Jefferson muore esattamente cinquant’anni dopo l’approvazione del più importante documento della storia americana. Ironia della sorte, solo sei ore prima di John Adams – suo predecessore e rivale di un tempo – che, appresa la notizia, trovò le forze per mormorare: «Thomas Jefferson vive ancora». «Ed è così – commenta oggi lo storico Jim Powell – nei cuori e nelle menti dei milioni di persone di tutto il mondo che amano la libertà». Come può morire colui che disse: «Ho giurato sull’altare di Dio eterna ostilità contro qualsiasi forma di tirannia»?

His truth is marching on.
Glory! Glory! Hallelujah! Glory! Glory! Hallelujah!
Glory! Glory! Hallelujah! His truth is marching on.


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categoria:ricorrenze
domenica, 17 giugno 2007

Lo spreco ed il consumo di questa straordinaria ed irripetibile ricchezza materiale ed immateriale [l’ambiente], ripetutamente riconosciuta dall’UNESCO, sono stati spesso perpetrati con l’inganno delle molteplici ed inutili cattedrali nel deserto che di volta in volta si chiamano seconde e terze case, eolico, assalto indiscriminato alle coste, servitù militari, turismo posticcio che veicola l’unica immagine della nostra isola promossa da improbabili e poco autorevoli sponsor che pretendono di parlare per noi. (Tratto dal volume Due anni e mezzo di governo della Regione 2004-2006, Regione Autonoma della Sardegna, 2007, www.regione.sardegna.it.).

Ragione suggerisce piuttosto che il vero deserto subentrerebbe inesorabile qualora venissero a mancare anche le seconde e terze case che tanto fastidio danno ai signori della Sinistra sarda, così come a quella italiana. In fondo, per chiunque abbia un barlume di discernimento in ambito economico, i conti tornano: la casa non è forse una proprietà privata?
Sul turismo estivo, la dice lunga l’espressione scelta: «assalto indiscriminato». Come se non si stesse parlando di lavoro – di gente che investe, di gente che mangia – ma di un’azione di Hamas (la cui ideologia socialistoide non deve essere considerata un caso) ai danni di inermi e ignari padri e madri di famiglia.
La buffonata dell’eolico è poi una faccenda tutta interna alla Sinistra sarda e italiana. In un passato non troppo remoto lo invocavano a gran voce come benefica panacea ai mali energetici (naturalmente, creati dallo Stato... e dai chi altri?). Oggi, con la Sinistra in Via Roma, si ostacola il completamento dei nuovi impianti e si vorrebbe chiudere quelli già realizzati. Senza dubbio un nitido esempio di “buona amministrazione”, coerenza e lucidità mentale.
Sulle servitù militari ce n’è abbastanza per condividere. Naturalmente, però, perché valga la pena appassionarsi a tale questione il discorso pratico dovrebbe vertere sull’opportunità di cedere quelle aree ai privati. Non cianciare sul perché debbano essere divorate dal demanio regionale piuttosto che restare di pertinenza dell’esercito.
Dal momento che sembra esserci qualcuno che ne abbisogna, sulle cattedrali nel deserto viene spontaneo notare – senza dilungasi in approfondimenti – che è l’intervento dello Stato a produrre tali obbrobri. La vera cattedrale nel deserto, allora, sembrerebbe essere proprio la politica: costa, fa danni e nessuno la vorrebbe se si svelasse al mondo il suo vero volto.
«Turismo posticcio»? Curiosa definizione. Ne suggerisco una seconda, forse più prosaica ma sicuramente coerente con la ragione e in linea con la realtà delle cose: «turismo che in tre mesi mette una famiglia in condizione di campare per un anno intero».
Anche noi inorridiamo al pensiero dell'immagine della Sardegna «promossa da improbabili e poco autorevoli sponsor che pretendono di parlare per noi»: i politicanti demagoghi.
Senza far finta di non sapere che in nessun contesto esisterà mai un «noi» che non sia mero stenogramma di tanti “io”, ciascuno animato – a seconda dei casi – dalla dedizione al lavoro e dalla consapevolezza delle proprie responsabilità oppure dal furore idealista e dalla superbia pianificatrice.

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categoria:politica, polemica, vetriolo
giovedì, 07 giugno 2007

Il governo non è intrinsecamente buono

di John M. Corbin

Per molti lettori, può essere una sorpresa che la Bibbia non lasci mai intendere che l’istituzione del governo sia in sé e per sé buona. Al contrario, nella testimonianza sia biblica che non, ha avuto la tendenza ad essere un’istituzione malvagia, risultato e conseguenza di una società peccaminosa. Questo non vuol dire che tutta la policy pubblica sia per necessità sempre assolutamente malvagia – o cattiva per definizione – come alcuni libertari anarchici lasciano intendere. Anche se è più verosimile che le policy siano cattive piuttosto che buone, tale statistica non preclude, ogni tanto, la comparsa di buone policy. In un mondo peccaminoso non c’è un’istituzione o un piano d’azione perfettamente buoni. Relativamente poche istituzioni fanno più bene che male in senso definitivo. Il governo civile non è un’eccezione. Esattamente come tutte le altre istituzioni terrene, è corrotto dal peccato e dal male.
Per di più, i cristiani occidentali (e specialmente americani) devono evitare di concludere che l’anomalia della loro civilizzazione sia la norma per la maggior parte delle società. Di fatto, la maggior parte dei popoli hanno vissuto sotto la tirannide e l’oppressione dei governi. I principi biblici circa la
policy pubblica devono applicarsi allo stesso modo a tutte queste società con i loro stati tirannici. Non esiste uno speciale principio interpretativo che si applica solamente ai governi occidentali o a quello americano.
Il governo civile è il più grande singolo male che l’umanità abbia mai affrontato. Comunque, nel considerare la teoria del governo, è realmente utile solamente considerare se il governo è o non è più o meno malvagio in relazione a un sistema di azione collettiva alternativo. Dire semplicemente «ogni cosa è imperfetta» non fornisce uno strumento affinché i cristiani decidano cosa può essere cambiato e cosa no. Dato che, oggi, il governo civile ha significativa influenza su così tante cose (inclusa la Chiesa), è necessaria una critica e opportuna meditazione attraverso un'analisi. Spiacevolmente, anche per i cristiani, molte dinamiche culturali – come il nazionalismo – tendono a indebolire un’analisi accurata.

Tratto da Bible and Government; public policy from a christian perspective, Alertness Books, 2003, pagg. 40-41. (Disponibile su www.libreriadelponte.com).

postato da: marcomura alle ore 21:05 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica