domenica, 17 giugno 2007

Lo spreco ed il consumo di questa straordinaria ed irripetibile ricchezza materiale ed immateriale [l’ambiente], ripetutamente riconosciuta dall’UNESCO, sono stati spesso perpetrati con l’inganno delle molteplici ed inutili cattedrali nel deserto che di volta in volta si chiamano seconde e terze case, eolico, assalto indiscriminato alle coste, servitù militari, turismo posticcio che veicola l’unica immagine della nostra isola promossa da improbabili e poco autorevoli sponsor che pretendono di parlare per noi. (Tratto dal volume Due anni e mezzo di governo della Regione 2004-2006, Regione Autonoma della Sardegna, 2007, www.regione.sardegna.it.).

Ragione suggerisce piuttosto che il vero deserto subentrerebbe inesorabile qualora venissero a mancare anche le seconde e terze case che tanto fastidio danno ai signori della Sinistra sarda, così come a quella italiana. In fondo, per chiunque abbia un barlume di discernimento in ambito economico, i conti tornano: la casa non è forse una proprietà privata?
Sul turismo estivo, la dice lunga l’espressione scelta: «assalto indiscriminato». Come se non si stesse parlando di lavoro – di gente che investe, di gente che mangia – ma di un’azione di Hamas (la cui ideologia socialistoide non deve essere considerata un caso) ai danni di inermi e ignari padri e madri di famiglia.
La buffonata dell’eolico è poi una faccenda tutta interna alla Sinistra sarda e italiana. In un passato non troppo remoto lo invocavano a gran voce come benefica panacea ai mali energetici (naturalmente, creati dallo Stato... e dai chi altri?). Oggi, con la Sinistra in Via Roma, si ostacola il completamento dei nuovi impianti e si vorrebbe chiudere quelli già realizzati. Senza dubbio un nitido esempio di “buona amministrazione”, coerenza e lucidità mentale.
Sulle servitù militari ce n’è abbastanza per condividere. Naturalmente, però, perché valga la pena appassionarsi a tale questione il discorso pratico dovrebbe vertere sull’opportunità di cedere quelle aree ai privati. Non cianciare sul perché debbano essere divorate dal demanio regionale piuttosto che restare di pertinenza dell’esercito.
Dal momento che sembra esserci qualcuno che ne abbisogna, sulle cattedrali nel deserto viene spontaneo notare – senza dilungasi in approfondimenti – che è l’intervento dello Stato a produrre tali obbrobri. La vera cattedrale nel deserto, allora, sembrerebbe essere proprio la politica: costa, fa danni e nessuno la vorrebbe se si svelasse al mondo il suo vero volto.
«Turismo posticcio»? Curiosa definizione. Ne suggerisco una seconda, forse più prosaica ma sicuramente coerente con la ragione e in linea con la realtà delle cose: «turismo che in tre mesi mette una famiglia in condizione di campare per un anno intero».
Anche noi inorridiamo al pensiero dell'immagine della Sardegna «promossa da improbabili e poco autorevoli sponsor che pretendono di parlare per noi»: i politicanti demagoghi.
Senza far finta di non sapere che in nessun contesto esisterà mai un «noi» che non sia mero stenogramma di tanti “io”, ciascuno animato – a seconda dei casi – dalla dedizione al lavoro e dalla consapevolezza delle proprie responsabilità oppure dal furore idealista e dalla superbia pianificatrice.

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categoria:politica, polemica, vetriolo
sabato, 17 giugno 2006

Ricevuto l’altro giorno per e-mail, leggo e diffondo come meglio credo.

MANDIAMOLI A LAVORARE!
Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'unanimità e senza astenuti (ma va’?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 mensili. Inoltre, la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali. Ecco di cosa si tratta:

Stipendio: 19.150 € mensili
Stipendio base: 9.980 € mensili
Portaborse (generalmente parente, amico o familiare): 4.030 € mensili Rimborso spese affitto: 2.900€ mensili Indennità di carica: (335 € a 6.455 €) Tutti esentasse (ma, in fondo, qual è lo statale che realmente le paga?)                   

Inoltre, sono gratuite le seguenti comodità:

Telefono cellulare; Tessera del cinema, del teatro dell’autobus/metropolitana; Francobolli; Viaggi aerei nazionali; Circolazione autostrade; Piscine e palestre; Ferrovie dello Stato; Voli Alitalia; Ambasciate; Cliniche; Assicurazione per infortuni e morte; Auto blu e, non può mancare, Ristorante (ad esempio, nel ’99 gli «onorevoli» hanno mangiato e bevuto gratis per1.472.000 €).

Ricordate inoltre che questi gentiluomini:

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!). Circa Euro 103.000 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha gratuitamente a disposizione gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio).
La classe politica ha causato al paese un danno di 1.255.000.000 €. La sola CAMERA DEI DEPUTATI COSTA AI CONTRUBUENTI 2.215 € AL MINUTO!!!

Per favore, continuate la catena: si sta promovendo un referendum per l’abolizione dei  privilegi di tutti i parlamentari. Queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i mass-media si rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani. SOSTIENI QUESTA CAUSA: MANIDIAMOLI A LAVORARE!

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categoria:politica, polemica
mercoledì, 08 marzo 2006
CHIATTE DI RIFIUTI E CARTA DA CULO QUOTIDIANA
Non che da libertario sia particolarmente interessato all'esito dell'odiosa cerimonia della religione pubblica che determinerà, per la quindicesima volta, quale dovrà essere la cricca di benevoli malfattori che per cinque anni occuperanno gli appestati scranni di quegli orrendi emicicli del costruttivismo siti in Roma, meglio conosciuti come "parlamento", al solo scopo di rapinare e defraudare i propri fratelli. Ma non posso fare a meno di notare, con l'ilarità di cui solo chi è al di fuori della mischia riesce a godere, la penosa gazzarra che vede impegnati in servizio permanente effettivo, babbei e baciapile d'ogni tipo e gradazione di socialismo. Come capita ad ogni vigilia di campagna elettorale, possiamo osservare il ben noto fenomeno per cui le grosse zoccole "rinsavite" ritrovano quasi per incanto la strada per potere arrivare a quell'oscuro porto da cui è possibile imbarcarsi su quella che è la chiatta considerata destinata a primeggiare fra le due (sic). Che è, invariabilmente, quella più gravida d'immonda sporcizia.
Nella giornata che proprio ora finisce, non si è assistito solamente all'astuta mossa con cui il Cavaliere si è -virtualmente, perché chi scrive dubita fortemente che questo duello del menga lo potrà mai vedere qualcuno- spianato la strada verso l'inflizione di una campale bastonata televisiva sul muso dell'odiato Romagno. E' successo anche, fatto di per sé insignificante, che il direttore di un importante rotolo di carta quotidiano, abbia apertamente dichiarato il suo folle amore per l'Armata di Romagna(o). Ci sono stati momenti della mia vita, a dire la verità piuttosto confusi, in cui sono stato addirittura propenso a ritenere che costui dicesse cose intelligenti e degne di rispetto. Fortunatamente oggi riesco a valutare molto più nitidamente i penosi casi della vita. E' questa la ragione per la quale ritengo che esso sia semplicemente un ottimo giornalista ma non una virgola di più. Per questo, lo ammiriamo e rispettiamo. Ma ciò non c'impedisce di farci beffe, come per chiunque altro, delle piccole grandi miserie intellettuali di cui costantemente si macchia ogni devoto tirapiedi dei social-comunisti florealizzati. Che in politica vinca il peggiore non è per noi certo novità. Quantomeno per il semplice fatto che questa è interamente fatta dai peggiori ed unicamente a vantaggio dei peggiori. Poco importa che il padrone cui si deve sacra riverenza ed illimitata lealtà ci frusti con la destra o con la sinistra. Di conseguenza, a ben vedere, poco importa lo stesso fatto di sceglierselo. La democrazia non è che l'esatta negazione della libertà. Ed infatti, coerenti e distaccati, ci premuriamo semplicemente di puntualizzare su alcune sozzure logiche rilevate nella scontata lettera d'amore.
Il governo Berlusconi non è stato né più né meno litigioso di altri. Né più di altri si è occupato di risolvere i problemi dei più cari amici. Se anche lo avesse fatto, ci sarebbe una sola cosa che lo distinguerebbe da qualsiasi altro governo di qualsiasi dove e quando: non avere usato la raffinatezza dei socialisti più brillanti. Qualsiasi uomo aiuta i propri amici e se può distrugge i propri nemici. Perché pensare che proprio la più pericolosa cricca di malfattori potrebbe astenersi da questa semplice costante dell'agire umano? Ma perché pensare che un governante di sinistra sia diverso da uno di destra?
L'alternanza è un bene solo per i voltagabbana, per gli oscuri tessitori dell'ombra e per i vili ed avari ricattatori d'ogni ispirazione. Inoltre è un concetto veicolante una forma subdola, ma non meno pericolosa, di nichilismo. Come ammettere, infatti, che la ragione possa stare ora da una parte ora dall'altra? Se, come gli stupidi ritengono, la democrazia sceglie i "migliori", com'è possibile che questi siano tali oggi ma fra cinque anni non più? Badate, la ragione è unica e non conosce limiti e confini, di spazio, di tempo e di nessuna sorta! Infatti, neppure loro sono coerenti. Perché non internare e riabilitare tutti gli elettori dello schieramento sconfitto?
Pare, dunque, la sentenza è inappellabile che i "migliori" di oggi e per i prossimi cinque anni siano Romagno e la sua banda. Ottimo. Una valida ragione per non votarli. In politica, i "migliori" sono coloro che meglio sanno tassare, che meglio sanno pianificare, che meglio sanno, reprimere e che meglio sanno distruggere ricchezza. Nel dubbio si potrebbe sperare un secondo lustro di vanaglorioso sorriso berlusconiano. Se è così incapace come dicono, dovrebbe essere il premier libertario per eccellenza. Purtroppo, le cose non stanno così.
Circa il concubinaggio Pannella-Boselli vanno respinte con forza ogni tipo di calunnie secondo cui quest'ultimo ed inutile bouquet di autoerotismo floreale rappresenterebbe un'encomiabile istanza di "laicismo temperato e istanze liberali". Liberali un par di palle! L'encomiabilità è la stessa del pastore che rinchiude nello stesso recinto la gallina e la volpe. E gli scemi fuori!
Auspicare un futuro in cui si possa godere della possibilità di andare a votare senza che tale gesto sia visto come "imposto da nessun'altra motivazione che scegliere chi è più adatto", qualsiasi cosa significhi, è un controsenso. Se mai fosse riconoscibile un "più adatto", questo stesso fatto sarebbe indicativo del raggiungimento di una condizione meta-umana. Ma a quel punto non sarebbero necessari nemmeno i governi. E neppure la democrazia tanto amata dai piagnoni adoratori della religione civile con tutti i suoi miserabili dogmi sull'onnipotenza della ragione dei "migliori". Che, infatti, al solo leggerli danno l'impressione di averne ben poca. Cattiva moda credere in ciò che non si capisce. Ancora più grottesco se questo è la ragione, inspiegabile persino da sé stessa!
Quando l'umanità capirà davvero chi sia il "migliore" dei governanti possibili, essa sarà libera. Una volta e per tutte. Lo stato e i suoi adulatori cazzuolai saranno solo un lontano e triste, tristissimo ricordo! 
postato da: marcomura alle ore 23:52 | Permalink | commenti (1)
categoria:polemica