L’altro giorno, ho cercato -fra me- di fare il punto su come stanno le cose della politica. Devo ammettere che lo sconforto è dei più desolanti. Socialisti in quantità a destra e a manca… Ma forse un po’ di più a manca che a destra. Dunque, benché con disincanto e senza alcuna passione, ho fatto la mia scelta su chi buttare giù dalla torre. Ma, si badi bene, ciò che segue è dedicato ai socialisti di tutti i partiti…
Promemoria PER GLI INGENUI: E’ BENE… NON FARSI FREGARE!Da qualche giorno, la Sinistra si sta evidenziando per una deriva particolarmente virulenta del modus operandi nell’ambito della campagna militar-elettorale. Fra le tante storture cui il rassegnato cittadino è costretto a soggiacere, quella che più svetta è rappresentata dalla solenne quanto arrogante proclamazione della propria (presunta) superiore attitudine a discernere il bene dal male. Di per se, il fatto non rappresenta nulla di nuovo. Già da tempo è nota la secolare presunzione di superiorità degli amici di Fourier e Saint-Simon sul resto del genere umano, sintomo, e allo stesso tempo rimedio inefficacie, dell’altrettanto secolare problema di autostima endemico nei socialisti di ogni dove e quando. Non bisogna però sottovalutare le implicazioni che intrinsecamente conseguono dalla -per l’ennesima volta- rediviva presunzione fatale, lasciandosi ingannare dal fatto che essa si palesi alla vigilia di un appuntamento elettorale dall’esito quanto mai incerto. Certo, pare cosa ovvia che ciascun partito sostenga di essere portatore di idee tout court “superiori” a quelle dei propri avversari. Ma è proprio per quest’equivoco che, in simili situazioni, è necessario vigilare con integerrima severità allo scopo di impedire che la tirannide possa muovere altri passi in avanti. Non dobbiamo di ritenere, dinnanzi a simili affermazioni, di avere a che fare con le consuete sciocchezzuole, di per sé di poco conto, giovevoli giusto ad abbindolare gli elettori più creduloni ed indifesi. Un simile atteggiamento, significherebbe ricadere nello stesso l’errore troppe volte commesso in passato da chi ingenuamente ha ceduto alle lusinghe dei folli sognatori “illuminati”, per vedere poi la propria fiducia ricambiata da null’altro che miseria e terrore. Rimarrà sempre come imperituro monito la Rivoluzione francese, nonché tutti i suoi legittimi figli che hanno funestato in lungo e in largo il Novecento, a buona ragione ribattezzato “il Secolo del male”. Figli legittimi sì, ma in ogni caso bastardi! Allo stesso modo, non si potrebbe -in verità- trovare parola più gentile neanche per i legittimi nipoti e pronipoti di italica nascita. Le prossime elezioni potrebbero realmente essere il punto di non ritorno per l’itinerante carovana politica e (in)civile italiana. Il 9 aprile ciò che davvero farà la differenza, sarà il grado di consapevolezza che ognuno di noi avrà raggiunto circa le conseguenze della conquista da parte dei presuntuosi utopisti figli della Fraternité e ingenui (o bastardi!) fiancheggiatori, dell’unico bastione del potere al momento non occupato. Suppongo che, a questo punto, qualche lettore potrebbe rimanere perplesso per la durezza di simili accuse ad analogie. Me ne rendo conto. Quasi sempre, purtroppo per noi, la rima fra onestà e ingenuità va oltre la semplice metrica. Ma insisto. Ciò che realmente da motivi per rimanere basiti è come questa sinistra fiumana di materia fangosa, celebratrice tracotante della propria superiorità, punti diritta a strabordare oltre i deboli argini della semplice campagna elettorale per travolgere, con la sua enorme, la sua vittima preferita: la libertà. Accendendo il televisore in questo momento, voi stessi li potete sentire pontificare, questi santi sacerdoti dello Stato servile. Impartiscono solenni benedizioni di democrazia. Recitano rosari di solidarietà. Esortano (gli altri) all’umiltà ed alla fratellanza. Ma soprattutto, come tutti i folli pianificatori sociali, si piccano di essere gli unici a sapere alla perfezione, diversamente da chiunque altro, quale sia e come debba funzionare la società giusta. E’ la società in cui, come tutte quelle nate dalla fantasiosa mente dei presuntuosi sognatori, c’è ben poco spazio per la libertà e la scelta individuale. A che cosa servirebbero, infatti, -se non a scompigliare i perfetti piano governativi- dal momento che i nostri “illuminati” governanti saprebbero alla perfezione ciò che per noi è bene e cosa male? Perché ostinarsi nel chiedere di poter scegliere in un mercato libero quando sarebbe l’efficiente e saggia burocrazia a decidere cosa è bene per ciascuno di noi? Ecco, dunque, il magnifico modello di società giusta. Una società in cui siamo noi cittadini a doverci piegare ai capricci dello Stato e non, come sarebbe naturalmente logico, una in cui sia lo Stato ad essere un nostro neutrale ed umile servitore che si adegua alle preferenze e alle regole che tutti noi creiamo liberamente interagendo giorno per giorno. Di nuovi paradiso in Terra, non sappiamo che farcene. Sappiamo cosa abbiano sempre rappresentato, ed è per questo che dinnanzi a qualsiasi ipotesi di società “perfetta” non smetteremo mai di chiedere a gran voce un’umile società libera. Che non è una quella in cui l’uomo sia ridotto a mero esecutore di ordini, nel nome -magari- del bene comune. Non è la società dell’istruzione monopolizzata. Né una società in cui si stenti a riconoscere di essere veramente padroni di se e del proprio lavoro. Non è una società in cui è il governo a decidere di quanta beneficenza c’è bisogno e a chi spetti. Non è libera una società in cui le leggi naturali dell’economia siano disconosciute e contraddette dal capriccio degli “economisti” governativi. Quella in cui regni il ricatto degli oligarchi, delle corporazioni, dei sindacati e dei monopoli, non è una società libera. E se tutto questo è ciò che i sognatori reputano essere il bene, beh, sappiano che da oggi il male troverà adepti a iosa. Perché non esistono bocche della verità in grado di rivelare il bene assoluto. Perché i governanti non sono che uomini. Perché l’unico vero bene è quello di non farsi fregare.