giovedì, 27 marzo 2008
Ma che ridere... ohi che ridere...

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?
postato da: marcomura alle ore 16:52 | Permalink | commenti
categoria:politica, facezie
sabato, 04 agosto 2007
«Chi controlla il passato, controlla il futuro: chi controlla il presente, controlla il passato».

«La guerra è, essenzialmente, un modo di fare a pezzi, di dissolvere nella stratosfera, ovvero di sprofondare negli abissi del mare, quei materiali che altrimenti si sarebbero potuti usare per render più comoda la vita delle masse, e quindi, a lungo andare, renderle anche più intelligenti. Quando le armi per la guerra non vengono propriamente distrutte le une dalle altre, la produzione delle stesse costituisce anch'essa un modo assai conveniente di spendere l'energia senza produrre nulla che possa essere consumato...».
«...E nello stesso tempo la consapevolezza d'essere in stato di guerra, e quindi del continuo pericolo che da essa deriva, fa apparire del tutto naturale quel rimettere il potere in mano a una casta minore, e come una inevitabile condizione per sopravvivere».

«Più è profonda la comprensione di un dato soggetto, e più profonda è anche la delusione che ne segue: più si è intelligenti, meno si è sani di mente».

George Orwell, 1984

postato da: marcomura alle ore 18:43 | Permalink | commenti
categoria:politica, facezie
domenica, 17 giugno 2007

Lo spreco ed il consumo di questa straordinaria ed irripetibile ricchezza materiale ed immateriale [l’ambiente], ripetutamente riconosciuta dall’UNESCO, sono stati spesso perpetrati con l’inganno delle molteplici ed inutili cattedrali nel deserto che di volta in volta si chiamano seconde e terze case, eolico, assalto indiscriminato alle coste, servitù militari, turismo posticcio che veicola l’unica immagine della nostra isola promossa da improbabili e poco autorevoli sponsor che pretendono di parlare per noi. (Tratto dal volume Due anni e mezzo di governo della Regione 2004-2006, Regione Autonoma della Sardegna, 2007, www.regione.sardegna.it.).

Ragione suggerisce piuttosto che il vero deserto subentrerebbe inesorabile qualora venissero a mancare anche le seconde e terze case che tanto fastidio danno ai signori della Sinistra sarda, così come a quella italiana. In fondo, per chiunque abbia un barlume di discernimento in ambito economico, i conti tornano: la casa non è forse una proprietà privata?
Sul turismo estivo, la dice lunga l’espressione scelta: «assalto indiscriminato». Come se non si stesse parlando di lavoro – di gente che investe, di gente che mangia – ma di un’azione di Hamas (la cui ideologia socialistoide non deve essere considerata un caso) ai danni di inermi e ignari padri e madri di famiglia.
La buffonata dell’eolico è poi una faccenda tutta interna alla Sinistra sarda e italiana. In un passato non troppo remoto lo invocavano a gran voce come benefica panacea ai mali energetici (naturalmente, creati dallo Stato... e dai chi altri?). Oggi, con la Sinistra in Via Roma, si ostacola il completamento dei nuovi impianti e si vorrebbe chiudere quelli già realizzati. Senza dubbio un nitido esempio di “buona amministrazione”, coerenza e lucidità mentale.
Sulle servitù militari ce n’è abbastanza per condividere. Naturalmente, però, perché valga la pena appassionarsi a tale questione il discorso pratico dovrebbe vertere sull’opportunità di cedere quelle aree ai privati. Non cianciare sul perché debbano essere divorate dal demanio regionale piuttosto che restare di pertinenza dell’esercito.
Dal momento che sembra esserci qualcuno che ne abbisogna, sulle cattedrali nel deserto viene spontaneo notare – senza dilungasi in approfondimenti – che è l’intervento dello Stato a produrre tali obbrobri. La vera cattedrale nel deserto, allora, sembrerebbe essere proprio la politica: costa, fa danni e nessuno la vorrebbe se si svelasse al mondo il suo vero volto.
«Turismo posticcio»? Curiosa definizione. Ne suggerisco una seconda, forse più prosaica ma sicuramente coerente con la ragione e in linea con la realtà delle cose: «turismo che in tre mesi mette una famiglia in condizione di campare per un anno intero».
Anche noi inorridiamo al pensiero dell'immagine della Sardegna «promossa da improbabili e poco autorevoli sponsor che pretendono di parlare per noi»: i politicanti demagoghi.
Senza far finta di non sapere che in nessun contesto esisterà mai un «noi» che non sia mero stenogramma di tanti “io”, ciascuno animato – a seconda dei casi – dalla dedizione al lavoro e dalla consapevolezza delle proprie responsabilità oppure dal furore idealista e dalla superbia pianificatrice.

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categoria:politica, polemica, vetriolo
giovedì, 07 giugno 2007

Il governo non è intrinsecamente buono

di John M. Corbin

Per molti lettori, può essere una sorpresa che la Bibbia non lasci mai intendere che l’istituzione del governo sia in sé e per sé buona. Al contrario, nella testimonianza sia biblica che non, ha avuto la tendenza ad essere un’istituzione malvagia, risultato e conseguenza di una società peccaminosa. Questo non vuol dire che tutta la policy pubblica sia per necessità sempre assolutamente malvagia – o cattiva per definizione – come alcuni libertari anarchici lasciano intendere. Anche se è più verosimile che le policy siano cattive piuttosto che buone, tale statistica non preclude, ogni tanto, la comparsa di buone policy. In un mondo peccaminoso non c’è un’istituzione o un piano d’azione perfettamente buoni. Relativamente poche istituzioni fanno più bene che male in senso definitivo. Il governo civile non è un’eccezione. Esattamente come tutte le altre istituzioni terrene, è corrotto dal peccato e dal male.
Per di più, i cristiani occidentali (e specialmente americani) devono evitare di concludere che l’anomalia della loro civilizzazione sia la norma per la maggior parte delle società. Di fatto, la maggior parte dei popoli hanno vissuto sotto la tirannide e l’oppressione dei governi. I principi biblici circa la
policy pubblica devono applicarsi allo stesso modo a tutte queste società con i loro stati tirannici. Non esiste uno speciale principio interpretativo che si applica solamente ai governi occidentali o a quello americano.
Il governo civile è il più grande singolo male che l’umanità abbia mai affrontato. Comunque, nel considerare la teoria del governo, è realmente utile solamente considerare se il governo è o non è più o meno malvagio in relazione a un sistema di azione collettiva alternativo. Dire semplicemente «ogni cosa è imperfetta» non fornisce uno strumento affinché i cristiani decidano cosa può essere cambiato e cosa no. Dato che, oggi, il governo civile ha significativa influenza su così tante cose (inclusa la Chiesa), è necessaria una critica e opportuna meditazione attraverso un'analisi. Spiacevolmente, anche per i cristiani, molte dinamiche culturali – come il nazionalismo – tendono a indebolire un’analisi accurata.

Tratto da Bible and Government; public policy from a christian perspective, Alertness Books, 2003, pagg. 40-41. (Disponibile su www.libreriadelponte.com).

postato da: marcomura alle ore 21:05 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica
domenica, 29 aprile 2007
Un nuovo piccolo contributo a una grande causa. Contro gli errori-orrori della burocrazia, per la difesa «senza se e senza ma» della proprietà e delle sue benefiche conseguenze. Un sentito ringraziamento per i loro preziosi suggerimenti e la loro disponibilità a Carlo Lottieri e Carlo Stagnaro, maestri di libertà nella teoria ed esempi di coerenza nella pratica.
IBL focus:  La Campania sommersa dai rifiuti. Un fallimento dello Stato
postato da: marcomura alle ore 19:51 | Permalink | commenti
categoria:politica, attualità, teoria
sabato, 17 giugno 2006

Ricevuto l’altro giorno per e-mail, leggo e diffondo come meglio credo.

MANDIAMOLI A LAVORARE!
Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'unanimità e senza astenuti (ma va’?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 mensili. Inoltre, la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali. Ecco di cosa si tratta:

Stipendio: 19.150 € mensili
Stipendio base: 9.980 € mensili
Portaborse (generalmente parente, amico o familiare): 4.030 € mensili Rimborso spese affitto: 2.900€ mensili Indennità di carica: (335 € a 6.455 €) Tutti esentasse (ma, in fondo, qual è lo statale che realmente le paga?)                   

Inoltre, sono gratuite le seguenti comodità:

Telefono cellulare; Tessera del cinema, del teatro dell’autobus/metropolitana; Francobolli; Viaggi aerei nazionali; Circolazione autostrade; Piscine e palestre; Ferrovie dello Stato; Voli Alitalia; Ambasciate; Cliniche; Assicurazione per infortuni e morte; Auto blu e, non può mancare, Ristorante (ad esempio, nel ’99 gli «onorevoli» hanno mangiato e bevuto gratis per1.472.000 €).

Ricordate inoltre che questi gentiluomini:

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!). Circa Euro 103.000 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha gratuitamente a disposizione gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio).
La classe politica ha causato al paese un danno di 1.255.000.000 €. La sola CAMERA DEI DEPUTATI COSTA AI CONTRUBUENTI 2.215 € AL MINUTO!!!

Per favore, continuate la catena: si sta promovendo un referendum per l’abolizione dei  privilegi di tutti i parlamentari. Queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i mass-media si rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani. SOSTIENI QUESTA CAUSA: MANIDIAMOLI A LAVORARE!

postato da: marcomura alle ore 17:58 | Permalink | commenti
categoria:politica, polemica
mercoledì, 29 marzo 2006

L’altro giorno, ho cercato -fra me- di fare il punto su come stanno le cose della politica. Devo ammettere che lo sconforto è dei più desolanti. Socialisti in quantità a destra e a manca… Ma forse un po’ di più a manca che a destra. Dunque, benché con disincanto e senza alcuna passione, ho fatto la mia scelta su chi buttare giù dalla torre. Ma, si badi bene, ciò che segue è dedicato ai socialisti di tutti i partiti 

 

Promemoria PER GLI INGENUI: E’ BENE… NON FARSI FREGARE!Da qualche giorno, la Sinistra si sta evidenziando per una deriva particolarmente virulenta del modus operandi nell’ambito della campagna militar-elettorale. Fra le tante storture cui il rassegnato cittadino è costretto a soggiacere, quella che più svetta è rappresentata dalla solenne quanto arrogante proclamazione della propria (presunta) superiore attitudine a discernere il bene dal male. Di per se, il fatto non rappresenta nulla di nuovo. Già da tempo è nota la secolare presunzione di superiorità degli amici di Fourier e Saint-Simon sul resto del genere umano, sintomo, e allo stesso tempo rimedio inefficacie, dell’altrettanto secolare problema di autostima endemico nei socialisti di ogni dove e quando. Non bisogna però sottovalutare le implicazioni che intrinsecamente conseguono dalla -per l’ennesima volta- rediviva presunzione fatale, lasciandosi ingannare dal fatto che essa si palesi alla vigilia di un appuntamento elettorale dall’esito quanto mai incerto. Certo, pare cosa ovvia che ciascun partito sostenga di essere portatore di idee tout court “superiori” a quelle dei propri avversari. Ma è proprio per quest’equivoco che, in simili situazioni, è necessario vigilare con integerrima severità allo scopo di impedire che la tirannide possa muovere altri passi in avanti. Non dobbiamo di ritenere, dinnanzi a simili affermazioni, di avere a che fare con le consuete sciocchezzuole, di per sé di poco conto, giovevoli giusto ad abbindolare gli elettori più creduloni ed indifesi. Un simile atteggiamento, significherebbe ricadere nello stesso l’errore troppe volte commesso in passato da chi ingenuamente ha ceduto alle lusinghe dei folli sognatori “illuminati”, per vedere poi la propria fiducia ricambiata da null’altro che miseria e terrore. Rimarrà sempre come imperituro monito la Rivoluzione francese, nonché tutti i suoi legittimi figli che hanno funestato in lungo e in largo il Novecento, a buona ragione ribattezzato “il Secolo del male”. Figli legittimi sì, ma in ogni caso bastardi! Allo stesso modo, non si potrebbe -in verità- trovare parola più gentile neanche per i legittimi nipoti e pronipoti di italica nascita. Le prossime elezioni potrebbero realmente essere il punto di non ritorno per l’itinerante carovana politica e (in)civile italiana. Il 9 aprile ciò che davvero farà la differenza, sarà il grado di consapevolezza che ognuno di noi avrà raggiunto circa le conseguenze della conquista da parte dei presuntuosi utopisti figli della Fraternité e ingenui (o bastardi!) fiancheggiatori, dell’unico bastione del potere al momento non occupato. Suppongo che, a questo punto, qualche lettore potrebbe rimanere perplesso per la durezza di simili accuse ad analogie. Me ne rendo conto. Quasi sempre, purtroppo per noi, la rima fra onestà e ingenuità va oltre la semplice metrica. Ma insisto. Ciò che realmente da motivi per rimanere basiti è come questa sinistra fiumana di materia fangosa, celebratrice tracotante della propria superiorità, punti diritta a strabordare oltre i deboli argini della semplice campagna elettorale per travolgere, con la sua enorme, la sua vittima preferita: la libertà. Accendendo il televisore in questo momento, voi stessi li potete sentire pontificare, questi santi sacerdoti dello Stato servile. Impartiscono solenni benedizioni di democrazia. Recitano rosari di solidarietà. Esortano (gli altri) all’umiltà ed alla fratellanza. Ma soprattutto, come tutti i folli pianificatori sociali, si piccano di essere gli unici a sapere alla perfezione, diversamente da chiunque altro, quale sia e come debba funzionare la società giusta.   E’ la società in cui, come tutte quelle nate dalla fantasiosa mente dei presuntuosi sognatori, c’è ben poco spazio per la libertà e la scelta individuale. A che cosa servirebbero, infatti, -se non a scompigliare i perfetti piano governativi- dal momento che i nostri “illuminati” governanti saprebbero alla perfezione ciò che per noi è bene e cosa male? Perché ostinarsi nel chiedere di poter scegliere in un mercato libero quando sarebbe l’efficiente e saggia burocrazia a decidere cosa è bene per ciascuno di noi? Ecco, dunque, il magnifico modello di società giusta. Una società in cui siamo noi cittadini a doverci piegare ai capricci dello Stato e non, come sarebbe naturalmente logico, una in cui sia lo Stato ad essere un nostro neutrale ed umile servitore che si adegua alle preferenze e alle regole che tutti noi creiamo liberamente interagendo giorno per giorno. Di nuovi paradiso in Terra, non sappiamo che farcene. Sappiamo cosa abbiano sempre rappresentato, ed è per questo che dinnanzi a qualsiasi ipotesi di società “perfetta” non smetteremo mai di chiedere a gran voce un’umile società libera. Che non è una quella in cui l’uomo sia ridotto a mero esecutore di ordini, nel nome -magari- del bene comune. Non è la società dell’istruzione monopolizzata. Né una società in cui si stenti a riconoscere di essere veramente padroni di se e del proprio lavoro. Non è una società in cui è il governo a decidere di quanta beneficenza c’è bisogno e a chi spetti. Non è libera una società in cui le leggi naturali dell’economia siano disconosciute e contraddette dal capriccio degli “economisti” governativi. Quella in cui regni il ricatto degli oligarchi, delle corporazioni, dei sindacati e dei monopoli, non è una società libera. E se tutto questo è ciò che i sognatori reputano essere il bene, beh, sappiano che da oggi il male troverà adepti a iosa. Perché non esistono bocche della verità in grado di rivelare il bene assoluto. Perché i governanti non sono che uomini. Perché l’unico vero bene è quello di non farsi fregare.

postato da: marcomura alle ore 11:29 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica